Rilancio delle costruzioni e degli investimenti

Rilancio delle costruzioni: ‘rilanciare il settore vuol dire rilanciare il Paese’, per questo Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil chiedono al Governo una politica industriale per i settori dell’edilizia e dei materiali.

“Le nostre richieste sono sensate e fattibili” affermano i sindacati: “innanzitutto è necessaria una vera politica industriale nei settori dell’edilizia e dei materiali, con il rilancio delle opere infrastrutturali a partire dai cantieri bloccati e la riqualificazione e messa in sicurezza del territorio, a partire dal Sud e dalle aree interne”. I punti sono numerosi, tra la flessibilità per gli investimenti sostenibili, la necessità di allineare la normativa italiana a quella europea in termini di appalti: i dati del settore non sono ancora incoraggianti tra crollo degli investimenti e crescita drammatica degli infortuni.

Ma quali sono i punti strategici? mentre nelle costruzioni si inizano a sentire i primi effetti del Decreto Sblocca cantieri, tra i punti più importanti una riforma fiscale per ridurre le tasse a lavoratori e pensionati e una reale riforma del Codice degli Appalti.

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Il 2019 è iniziato in calo per le costruzioni: nel primo trimestre l’Istat rileva una diminuzione del numero di abitazioni dello 0,9% rispetto al 2018 e una crescita rallentata per la superficie utile (+1,6%), nei permessi di costruire. Anche i dati congiunturali mostrano una contrazione nel numero di nuovi fabbricati residenziali del 2% e un incremento della superficie utile (+2,7%). Le abitazioni dei nuovi fabbricati, al netto della stagionalità, sono stimate poco sopra 13,3 mila unità. (Fonte: ANSA).

Rilancio costruzioni e Green New Deal

Anche l’avvio di un vero Green new deal passa dal rilancio delle costruzioni, settore chiamato a giocare un ruolo indispensabile per gli obiettivi ONU. Incontri Ance con i vertici delle sitituzioni UE: flessibilità per gli investimenti sostenibili e necessità di allineare la normativa italiana a quella europea in tema di appalti e pagamenti.

Gli incontri a Bruxelles, guidati da Gabriele Buia, hanno sottolineato, tra le questioni più urgenti, il tema del subappalto italiano in contrasto con le direttive europee e i ritardati pagamenti della p.a., con due procedure di infrazione che ancora pendono sul nostro Paese. Il presidente Buia ha espresso una forte preoccupazione in tema di accesso al credito. “Bene la volontà espressa dal Commissario Gentiloni di fare pieno uso della flessibilità prevista dalle regole — ha affermato Buia— ma è necessario affrontare il problema della burocrazia, altrimenti in Italia gli investimenti non atterrano mai”.

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